IL FESTIVAL


TRAMEDAUTORE 2018
XVIII Festival Internazionale delle Drammaturgie

La XVIII edizione di Tramedautore, diretta da Michele Panella, è stata inserita tra le iniziative dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale e ciò permetterà di dare un nuovo impulso a costruire rapporti di collaborazione con paesi a noi più vicini (Francia, Germania, Spagna) per rafforzare la presenza di una nuova generazione di artisti a livello europeo e nazionale, in un periodo di grandi fragilità, disorientamento e paradossi non solo politici e sociali, ma anche di forma mentis, non sempre esaltante.

Con la sua capacità di indagare e scegliere; di assimilare; di creare rimandi; di acquisire saperi nel patrimonio culturale personale, che si sublima in esperienza, quale forma culturale meglio del teatro può corrispondere al bisogno umano della comunicazione e della conoscenza?

E gli autori, è sempre utile ricordarselo, sono quel contributo di poesia alla comunità umana.

Nelle più recenti tendenze della drammaturgia è come se la pressione del mondo reale si facesse più sentire per aprirsi a una possibilità più condivisa con gli spettatori, e ciò ci induce ad aggiornare continuamente il termine drammaturgia.

Nel panorama italiano di questi ultimi anni, lo scrittore drammatico (anche quello formalmente “separato” dalla scena) pare stia sviluppando un’attività autoriale più articolata, distribuita su vari ambiti. Gruppi di artisti di ultima generazione, paiono più orientati a sovrintendere all’intero processo di creazione: scrittura, regia, recitazione, produzione.

D’altronde, in un sistema teatrale fortemente precarizzato (che non risparmia nemmeno le vecchie generazioni), le uniche prospettive per il futuro passano attraverso il controllo di tutto il ‘dispositivo’. Questo da un lato, dall’altro, l’autoimprenditorialità genera una libertà che si concretizza in un tempo di produzione più esteso, e noi crediamo che una certa “lentezza” porti del buono al lavoro di scrittura e a quello della creazione. Lentezza e sedimentazione diventano una forza in più, e spazi per una ricerca che i grandi teatri, costretti ad un ritmo aziendale, non sempre consentono.

Abbiamo selezionato, quindi, alcune delle esperienze artistiche più vivaci della scena emergente italiana realizzate da giovani: indipendenti, inquieti e poco cool; meritevoli di una maggiore visibilità presso il pubblico teatrale, in ciò favoriti dall’accoglienza del Piccolo Teatro e dal suo essere un’ ideale e concreta cinghia di trasmissione culturale.

L’apertura del festival è affidata a Il Nullafacente di Michele Santeramo diretto da Roberto Bacci, dove il protagonista che non vuole “piegarsi alla vita”, si domanda cosa NON deve fare per stare bene. Una ricerca di libertà, e di improbabile resistenza oltre qualsiasi legge economica, sociale, di prestazione, in cui tutti siamo intrappolati.

Il duo bologninicosta presenta ST(r)AGE, una dedica a chiunque viva una condizione di lavoro precario. Lo spettacolo va tuttavia oltre la semplice denuncia sociale e riesce a coinvolgere lo spettatore con un lavoro artistico ricco di qualità e preparazione in cui vibrano ironia punk e tensioni generazionali.

Human Animal de La Ballata dei Lenna è un viaggio letterario-antropologico sulla vita indegna di tre impiegati di un’Agenzia delle Entrate. Un lavoro che prende spunto dall’ultimo romanzo di David Foster Wallace, “Il re pallido”, per parlare della noia, dei meccanismi alienanti, dei contorni sfrangiati e delle vuote vite di questi funzionari.

Sister(s) di exvUoto, racconta di come i millennials affrontano i cambiamenti repentini del mondo attuale. Un fratello e una sorella vivono sospesi e inermi in una improbabile “Rovigo Alabama”, periferia dell’esistenza, dalla quale non c’è possibilità di evadere, di guardare al futuro.

Con Hotel Palestine di Falk Richter (Germania), tra i più interessanti autori tedeschi, diretto da Salvino Raco in prima nazionale, si parla della manipolazione dei media e degli eccessi del nostro mondo liberale.

Nello spazio tra formazione e professione si colloca lo spettacolo Walk. Viaggio in un’oscurità cosciente che mette al centro il problema dell’identità nel postmoderno introducendo la figura del “vagabondo” secondo Bauman ne La società dell’incertezza. Un progetto multidisciplinare contraddistinto da una pratica sofisticata che vede le discipline collaborare in modo nuovo e inaspettato.

A seguire, Aplod, di Fartagnan teatro, spettacolo selezionato nell’ambito del Festival Dominio Pubblico 2018 di Roma. Il governo ha dichiarato illegale produrre e caricare in internet materiale video. Siti come YouTube sono stati chiusi e dichiarati fuori legge. A metà fra un romanzo di Orwell e una sceneggiatura dei fratelli Cohen, Aplod con una comicità graffiante, fa del ritmo la propria arma vincente.

Più carati della Compagnia Gli Omini è una favola calata nel mondo contemporaneo. Storia di tre amici che un giorno come tanti trovando un mucchio di soldi per terra rimettono in gioco alcuni valori fondanti (onestà, etica, amicizia).

Lo spettacolo Un Hueco en la Ciudad (Un buco nella città) diretto dai Dérézo (Francia) nasce da un progetto di cooperazione Francia/Spagna/Italia, nel quale sei autori, animati anch’essi da uno spirito di ricerca, sono stati convocati per accogliere la parola, i fantasmi e le inquietudini degli abitanti di una città, per riaffermare che lo stare insieme è un lavoro, una responsabilità.

E infine All in di Atresbandes, tra le più interessanti compagnie spagnole in una produzione commissionata da Gran Bretagna e Spagna, in prima nazionale.

Luoghi, realtà ed esperienze comuni: una discoteca, una scuola di inglese, un programma di auto-aiuto e un magazzino, riconoscibili e condivise, imposte, accettate e celebrate, e ci interrogano su quanto siamo liberi nelle nostre scelte.

E ancora, all’interno del Chiostro: la lettura integrale e a puntate (una al giorno per i 10 giorni del festival) del romanzo di Giuseppe Catozzella  E tu splendi (ed. Feltrinelli), sul tema dell’immigrazione, affidata all’attrice Carla Chiarelli; la performance La società della stanchezza con Maria Pilar Pérez Aspa, il fisarmonicista Nadio Marenco e la soprano Nina Solodovnikova, tra drammaturgia e canto, in collaborazione con la Fondazione Donizetti; il concerto Synesthesia di Mariusphere.

Oltre al programma artistico saranno numerose le azioni concrete dirette alla diffusione della drammaturgia italiana (internazionalizzazione) in Europa, in collaborazione con PAV/Fabulamundi. Per questa edizione, con la creazione di un Tavolo Export, sono stati invitati tre importanti traduttori di opere italiane in Germania, Francia e Spagna, che incontreranno 14 autori e artisti italiani.

 

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